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Tobia
Bibbia CEI 2008 1/15
La Sacra Bibbia (testo CEI 2008)
Versione non commerciabile. E’ gradita invece la riproduzione a fine di evangelizzazione
www.laparola.it
TOBIA*
1 1Libro della storia di Tobi, figlio di Tobièl, figlio di Ananièl, figlio di Aduèl,
figlio di Gabaèl, figlio di Raffaele, figlio di Raguele, della discendenza di Asièl, della
tribù di Nèftali. 2Al tempo di Salmanàssar, re degli Assiri, egli fu deportato dalla
città di Tisbe, che sta a sud di Kedes di Nèftali, nell’alta Galilea, sopra Asor, verso
occidente, a nord di Sefet.
3Io, Tobi, passavo tutti i giorni della mia vita seguendo le vie della verità e
della giustizia. Ai miei fratelli e ai miei compatrioti, che erano stati condotti con me
in prigionia a Ninive, nel paese degli Assiri, facevo molte elemosine. 4Mi trovavo
ancora al mio paese, la terra d’Israele, ed ero ancora giovane, quando la tribù del
mio antenato Nèftali abbandonò la casa di Davide e si staccò da Gerusalemme, la
sola città fra tutte le tribù d’Israele scelta per i sacrifici. In essa era stato consacrato
il tempio, dove abita Dio, ed era stato edificato per tutte le generazioni future.
5Tutti i miei fratelli e quelli della tribù del mio antenato Nèftali facevano sacrifici
su tutti i monti della Galilea al vitello che Geroboamo, re d’Israele, aveva
fabbricato a Dan. 6Io ero il solo che spesso mi recavo a Gerusalemme nelle feste,
per obbedienza a una legge perenne prescritta a tutto Israele. Correvo a
Gerusalemme con le primizie dei frutti e degli animali, con le decime del bestiame
e con la prima lana che tosavo alle mie pecore. 7Consegnavo tutto ai sacerdoti, figli
di Aronne, per l’altare. Davo anche ai leviti, che prestavano servizio a
Gerusalemme, le decime del grano, del vino, dell’olio, delle melagrane, dei fichi e
degli altri frutti. Per sei anni consecutivi convertivo in denaro la seconda decima
ogni anno e andavo a spenderla a Gerusalemme. 8La terza decima poi era per gli
orfani, le vedove e i forestieri che si trovavano con gli Israeliti. La portavo loro ogni
tre anni e la si consumava insieme, come vuole la legge di Mosè e secondo le
raccomandazioni di Dèbora, moglie di Ananièl, la madre di nostro padre, poiché
mio padre, morendo, mi aveva lasciato orfano. 9Quando divenni adulto, sposai
Anna, una donna della mia parentela, e da essa ebbi un figlio che chiamai Tobia.
10Dopo la deportazione in Assiria, quando fui condotto prigioniero e arrivai a
Ninive, tutti i miei fratelli e quelli della mia gente mangiavano i cibi dei pagani;
11ma io mi guardai bene dal farlo. 12Poiché restai fedele a Dio con tutto il cuore,
13l’Altissimo mi fece trovare il favore di Salmanàssar, del quale presi a trattare gli
affari. 14Venni così nella Media, dove, finché egli visse, conclusi affari per conto
In questo apparato sono riportate le principali varianti che caratterizzano la Nova Vulgata (NVg) rispetto al testo critico
seguito nella presente traduzione. Viene indicato il versetto, o la parte di esso, che differisce per cambiamento del testo
(invece), o aggiunta (aggiunge). Le parole comprese tra i due segni é.....ù sono variate come indicato in nota; il segno ^
indica invece il luogo dell’inserimento delle parole trascritte in nota.

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